
Ciao Franco!!!!!!!!!!!!!!
Ballerini, ultimo abbraccio
da cinquemila amici
C'erano generazioni di ciclisti: da Gimondi a Moser e Saronni, da Fondriest a Cipollini, da Bettini a Cunego. E poi tanti uomini di altri sport, da Zanardi a Lippi: tutti dentro o davanti alla chiesa di San Pietro e Paolo a Casalguidi, nel pistoiese, a salutare Franco, il c.t. della bicicletta che se n'è andato domenica. E a stringersi intorno alla moglie Sabrina e ai figli Gianmarco e Matteo
CASALGUIDI (Pistoia), 9 febbraio 2010 - Difficile arrendersi all’idea, impossibile rassegnarsi al destino, devastante accettare la realtà, ma Franco Ballerini è morto, ha avuto il funerale, è stato portato al cimitero. Sepolto. Non c’è più. E non ci sarà più. Non lo s’incontrerà più alle corse, alle partenze e agli arrivi, ai rifornimenti e sui podi, ai convegni e ai congressi. Non lo s’incontrerà più nei bar e sui prati, sull’ammiraglia e sulla strada, fra i corridori e nella gente, con la gente, dentro la gente. C’era sempre qualcuno che osava fermarlo, interrogarlo, anche criticarlo. E non c’è mai stata una volta in cui lui non abbia trovato il tempo, e la santissima pazienza, di rispondere. Magari con un sorriso. Lo interrogavano e lo criticavano dandogli del tu, come si fa a un amico o a un parente, e non sempre a un vicino di casa. Perché lui era, veramente, amico di tutti, in qualche modo perfino parente, e certo più vicino di un vicino di casa, almeno nel cuore.
L'addio — Cinquemila persone - cinquemila vicini, se non di casa, certo di cuore - al lungo addio per Franco Ballerini. Camera ardente, messa, cimitero: tutto il percorso per convincersi che il trionfatore di due Roubaix, il ct della Nazionale di ciclismo, il Commissario Basettoni di Cipollini e Bettini, di Ballan e Cunego, da adesso in poi rimarrà come un sorriso o una parola, un pane e salame o un bicchiere di vino. Ballerini architettava e costruiva la squadra italiana, anzi, la Squadra, ma lottava anche per le piste ciclabili, per le scuole di ciclismo, per la sicurezza sulle strade, per le vacanze a due ruote. Sempre presente, rappresentava. E stavolta, dentro la chiesa di San Pietro e Paolo, e soprattutto fuori dalla chiesa, Ballerini è stato ben rappresentato. Generazioni di campioni, da Corrieri a Martini, da Soldani a Gimondi, da Moser a Saronni, da Fondriest a Cipollini, da Bartoli a Bettini, da Petacchi a Di Luca, da Cunego a Paolini, dalla Pezzo alla Bronzini. C’erano i suoi, come Tafi e Scinto, come Zanini e Nardello, che se lo sono caricati sulle spalle. C’erano i gregari. C’era lo sport, da Lippi a Zanardi. C’erano i personaggi, come Guido e Paolo Barilla. C’era la gente comune e anonima, ma conosciuta e riconoscibile, quella che fa pedalare, senza mai vincere, il mondo del ciclismo. E c’erano anche gli amici rallisti, come Rossetti, Cavallini e Piercossi. In testa al gruppo, da adesso, la moglie Sabrina e i figli Gianmarco e Matteo. Non ci sarà più Franco a prendere il vento. Dovranno pensarci loro ad affrontare acqua e freddo, chilometri e pavè. La Roubaix della vita.
Fonte articolo:
www.gazzetta.itCiao "Monsieur Roubaix", GRANDE UOMO, GRANDE CORRIDORE, GRANDE C.T!!!!!!!!!! RIPOSA IN PACE!!!!!!!!!!!!
Sentite condoglianze alla moglie Sabrina e ai figli Gianmarco (fino all'anno scorso centrocampista degli Allievi Nazionali dell'Atalanta) e Matteo.